Nell’anno 1986 è stato fatto un atto di vendita e donazione con riserva di usufrutto con il quale i miei genitori, riservandosi l'usufrutto, vendevano sia a me che al mio unico fratello, il loro patrimonio immobiliare. Inoltre sempre col medesimo atto notarile i miei genitori donavano, solo a me, alcuni ruderi era stabilito in 3.000.000 di vecchie lire. L’atto è stato fatto di comune accordo e termina con la formula: 'Il presente atto è stato da me Notaio redatto e letto in presenza dei testimoni e comparenti che lo hanno approvato e confermato. Al momento attuale il rudere donato è stato da me ristrutturato ad abitazione ed il suo valore e aumentato considerevolmente. Gradirei sapere se mio fratello può, in qualche modo, impugnare l'atto facendo azione di riduzione, ed eventualmente quale valore verrebbe preso in considerazione? Comunico inoltre che mio padre è deceduto successivamente mentre mia madre, che possiede l'usufrutto sull'immobile donato, è ancora in vita.
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