Dopo due anni di "puntuali" e "precisi" resoconti verbali sull'andamento di una causa che avevo affidato ad un legale per il recupero dei miei crediti nei confronti di un'azienda per la quale avevo prestato la mia attività lavorativa, ho scoperto, per puro caso, che quei resoconti altro non erano che pure invenzioni della sua fantasia perché egli, non solo non aveva intentato, contro quell'azienda, alcuna causa, ma nemmeno gli aveva inviato una formale richiesta di pagamento del debito. Ad un secondo avvocato ho dato mandato di procedere tanto contro l'azienda mia debitrice, quanto contro il suo fantasioso collega per i danni materiali e morali che il suo comportamento mi aveva procurati. Quest'ultimo professionista, in quell'occasione, mi sconsigliò di denunciare, com'io intendevo fare, l'accaduto alla Procura della Repubblica perché accertasse se nel comportamento di quel primo legale si ravvisassero gli estremi del reato di infedele patrocinio. Affermò egli che, recuperato il credito dall'azienda (cosa che è accaduta seppur attraverso una transazione) avrebbe agito contro il collega (appartenente al medesimo Collegio) deferendolo alla Commissione Disciplinare dell'Ordine Forense, unica strada, a suo dire, percorribile e comunque necessariamente propedeutica ad ogni altra mia azione civile. Sono passati, da allora, altri due anni e nulla è accaduto. Continuamente sollecitato da me, il mio avvocato continua a dirmi che riceverò, per render testimonianza, una convocazione dall'Ordine. I mesi passano e, come ho detto, sono passati anche gli anni, ma di convocazioni non ho mai vista traccia alcuna. Mi pare davvero inverosimile che un Ordine professionale impieghi così tanto tempo a pronunciarsi e, confesso che mi seccherebbe molto scoprire d'esser stato preso in giro per la seconda volta. Che mi suggerite di fare? Posso accertare se davvero l'Ordine Forense è stato interessato alla mia assurda vicenda? Come?
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