Mia moglie è proprietaria di 1/3 dell\'appartamento paterno sito nel Comune natio diverso da quello di residenza. Gli altri 2/3 di detto appartamento sono di proprietà degli altri due fratelli di cui uno ha la residenza anagrafica in detto Comune ed abita, con l'assenso degli altri due, tutto l'appartamento. Il comune richiede l'ICI a tutte e tre gli eredi ed uno soltanto beneficia delle detrazioni di legge,mentre gli altri pagano la quota intera in quanto le loro quote figurano come seconda casa. Ho provato via breve e con e-mail a rendere noto al comune, destinatario dell'obolo, che chi deve pagare l'ICI è colui che, oltre ad essere proprietario di 1/3, ha il"diritto d'uso dell’intero". Per tutta risposta mi è stato detto, per e-mail, che l'ICI la devo corrispondere in quanto non vi è un'atto pubblico che attesti quello che affermo. Che io sappia, per la costituzione del diritto d'uso non necessita la forma scritta e, poi, negli Atti Comunali risulta che il coerede tal dei tali risiede nella via ed al numero civico dove è sito l'appartamento ereditato e, quindi, è titolare sia del diritto di proprietà sia del diritto d'uso (ex 1140 cc;art 3 D.Lgs 504)e mi conforta l'art.3,comma 149, lett.f,n.1 nel quadro della riforma dei tributi locali, prevede che, ai fini degli art.1 e 3 del D.Lgs.504/92,che "presupposto dell\'imposta è la proprietà o la titolarità di diritti reali di godimento. Cosa posso fare avverso l'Ufficio Tributi del Comune interessato per fare intendere le mie ragioni e, precisamente, che l\'ICI non è dovuta sia da me sia dal terzo coerede?
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