Il sig. A, proprietario di un fondo agricolo (A1) di 50.000 mq, nel 1990 ha venduto al sig. B una porzione di 5.000 mq (B1) con relativa abitazione. Il terreno B1 si trovava distante dalla via pubblica, quindi intercluso. A tale scopo il sig. A concedeva nell'atto di vendita al sig. B, una servitù di passo su una stradina esistente sul suo terreno (A1), che dalla casa portava alla via pubblica. Successivamente nel 1991 il sig. A vendeva al sig. C una porzione di terreno di 1500 mq (C1) nella quale si trovava una parte del la stradina utilizzata dal sig. B (e per l'esattezza la parte finale di accesso alla via pubblica con relativo cancello). Nell'atto di vendita tra il sig. A ed il sig. C veniva dichiarato espressamente che il terreno (C1) era privo di obblighi e servitù. Verbalmente il sig. A assicurava il sig. C che il transito del sig. B era temporaneo in vista di una futura modifica della viabilità all'interno del terreno (A1) il quale già possedeva altri tre accessi sulla via pubblica, e quindi il sig. B non avrebbe più utilizzato il passaggio all'interno del terreno (C1). Nel 1998 il sig. B acquistava dal sig. C il terreno (C1), impossessandosi così della prima parte della stradina necessaria per accedere alla sua abitazione e terreno (B1), con relativo cancello sulla via pubblica. Nell'atto di compravendita veniva richiamata la totale assenza di obblighi e servitù del terreno (C1). Nel 2003 il sig. A ha presentato un progetto di lottizzazione per buona parte del suo terreno (A1), lasciando fuori per una futura lottizzazione una porzione di circa 5000 mq. (D1). Ora questo terreno (D1), per effetto della divisione dei lotti prevista nel progetto di lottizzazione,diventerà senza accesso alla pubblica via, quindi di fatto intercluso, non essendo più accessibile da uno qualsiasi dei tre accessi che il terreno (A1) dispone. Ne consegue che il passaggio più semplice per accedere al terreno (D1) sarà attraverso il terreno (C1) del sig. B. Se il sig. B fosse costretto a concedere questa servitù nei confronti del fondo (D1) del sig. A, il suo fondo (C1) perderebbe buona parte del valore e possibilità di edificabilità futura. Domande Dal momento che il piano di lottizzazione non è ancora diventato esecutivo, mancando ancora alcuni passaggi in consiglio comunale, come può fare il sig. B ad evitare che il sig. A possa successivamente alla lottizzazione chiedere e sicuramente ottenere una servitù coattiva sul fondo (C1)? Inoltre, non dovrebbe spettare al Comune il controllo affiché il sig. A, nel progettare la lottizzazione del terreno( A1), dividendolo in lotti e configurando le vie interne, non crei un terreno (D1) intercluso (ancorché esterno alla lottizzazione)?
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