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Photored e presenza degli agenti

    

 
 
Photored e  presenza degli agenti
 
 
La Suprema Corte con la sentenza n. 23301/2005 si è nuovamente pronunciata sulla questione relativa alla contestazione immediata in caso di multe derivanti da violazione del Codice della Strada.
In particolare, il problema affrontato dalla Consulta concerneva l’ipotesi (attraversamento di un incrocio con semaforo rosso) in cui vi sia stato un rilevamento dell’infrazione a mezzo di apparecchiatura Photored senza, però, che vi fossero agenti in loco: in tali casi può ritenersi che la rilevazione dell’apparecchiatura elettronica basti da sola a considerare certamente compiuto l’illecito?
Se così fosse, infatti, non dovrebbe ritenersi violato l’art. 200 del Codice della Strada, nella parte in cui prevede come necessaria l’immediata contestazione “quando è possibile”?
La Corte afferma, quindi, che se pure in via generale può ritenersi che le apparecchiature elettroniche di rilevamento, se regolarmente collocate e controllate, dovrebbero garantire la certezza giuridica in merito alla commissione dell’illecito, è anche vero che potrebbe non essere sempre così.
Ed invero, vi sono certamente delle circostanze in cui l’attendibilità di una rilevazione fotografica può entrare in crisi poiché l’apparecchiatura di rilevazione, limitandosi a fotografare solo un momento del presunto fatto illecito e da una sola angolazione prospettica, non è credibile in via assoluta, il che accade, per esempio, in tutti quei casi in cui una visione più completa potrebbe anche scriminare, del tutto, l’autore della presunta infrazione.
In conclusione, secondo la Corte, l’apparecchiatura di rilevazione fotografica, proprio a causa delle citate limitazioni non può ritenersi, di per sé, del tutto attendibile.
Per queste ragioni, quindi, sarebbe necessaria la presenza di agenti in loco, tanto per la ricostruzione completa del fatto quanto per procedere alla immediata contestazione, essendo la stessa, in astratto, anche “possibile”, ex art. 200 C.d.S., considerato che l’autovettura, attraversando un incrocio, sicuramente non lo farà ad una velocità tanto elevata da rendere difficile o pericoloso il suo eventuale inseguimento.
 Concludendo, può dirsi che il principio affermato dalla Suprema Corte nella sentenza de qua è quello secondo cui il rilievo dell’ inattendibilità della rilevazione fotografica in assenza di agenti in loco, nonché la mancata contestazione dell’infrazione,  ove fosse possibile, renderebbero invalida la relativa multa.
                                                                                                              
 
 
 
 
CORTE DI CASSAZIONE
 
SEZIONE SECONDA CIVILE
 
SENTENZA 17 novembre 2005, n. 23301
 
 
Svolgimento del processo
 
Avverso la sentenza del Giudice di pace di Guglionesi in data 8/20.11.2001, con cui era stata respinta l'opposizione ad ordinanza ingiunzione emessa dal Prefetto di Campobasso per violazione dell'art. 145, terzo comma, del Codice della strada, proponeva ricorso per cassazione, contenente più doglianze, A.P.
 
La sentenza impugnata aveva ritenuto che la mancata contestazione immediata della infrazione fosse legittima, in quanto l'art. 384 del regolamento del Codice della strada individua tale ipotesi tra quelle per cui può essere omessa la contestazione immediata.
 
Il Ministero dell'Interno ed il Prefetto di Campobasso resistono con controricorso.
 
Motivi della decisione
 
Il primo motivo di ricorso è articolato in più doglianza connesse, ma è comunque intestato a violazione e falsa applicazione degli artt. 13 e 14 della legge no 689 del 198 1 in relazione agli artt. 200 e 201 del Codice della strada e 383 384 del relativo regolamento di attuazione.
 
E' fatto pacifico che l'infrazione (attraversamento di incrocio con il semaforo che emetteva luce rossa) non fu contestata immediatamente, ma solo in epoca largamente successiva, in quanto constatata a mezzo di apparecchiatura Photored F. 17, apparecchio di rilevamento appositamente predisposto per fotografare le auto che incorrono nella ricordata violazione, senza che in loco vi fosse alcun vigile preposto al controllo.
 
Con una diligente sentenza, il Giudice di pace ha respinto l'opposizione, rilevando che la giurisprudenza di questa Corte ha, in più occasioni, ritenuta non necessaria la contestazione immediata della violazione, e che l'art. 384 del regolamento di attuazione del Codice della strada elenca, a titolo esemplificativo, tra i casi in cui è consentita la contestazione successiva, quello di attraversamento del semaforo con luce rossa.
 
Le pur pregevoli argomentazioni svolte prescindono però da emergenze che impongono una valutazione diversa: in primo luogo, se vero che in alcune sentenze questa Corte ha ritenuto ammissibile la contestazione non immediata della infrazione, pure tanto ha fatto legando tale differimento a precise condizioni, particolarmente specificate in tema di rilevamento a mezzo autovelox di eccesso di velocità (cfr. Cass. 4.5.3005, no 9222; 17.3.2005, no 5861, ed altre), condizioni che non ricorrono nel diverso caso di attraversamento di incrocio con luce semaforica rossa, che, anzi, lascerebbe presupporre una velocità non elevata; in secondo luogo, l'assenza non occasionale di agenti operanti sul posto non appare affatto consona all'utilizzazione di un apparecchio di rilevamento automatico né appare superabile alla luce del disposto dell'art. 384.
 
In primo luogo infatti, la norma ha natura regolamentare e, quindi, secondaria rispetto alla disposizione legislativa che, in astratto, prevede comunque come regola generale la contestazione immediata e, in secondo luogo, non contempla affatto la assenza di agenti sul posto.
 
Questa Corte non ignora che in precedenti decisioni si è ritenuta legittima la assenza di agenti in relazione all'utilizzazione di autovelox (Cass. 21.7.2005, no 15348, ed altre), ma va rilevato che a prescindere da ogni considerazione sulla valenza di tali decisioni in assoluto, pure, esse non sono tout-court applicabili alla diversa ipotesi che ne occupa.
 
Invero, a parte la già rilevata improbabilità, in un luogo del genere di elevata velocità, va evidenziato che la istituzionale rinuncia alla contestazione immediata appare non conforme alle possibili situazioni che in tali evenienze possono verificarsi (esemplificativamente, il caso di coda di autoveicoli che non consenta al mezzo che abbia legittimamente impegnato l'incrocio di attraversarlo tempestivamente) e che solo la presenza di un agente operante in loco può ricondurre nell'alveo della corretta applicazione delle disposizioni relative.
 
Devesi quindi concludere che, nel caso che ne occupa, la mancata presenza in loco di agenti operanti per un verso preclude la possibilità di contestazione immediata nei casi in cui ciò sia possibile, così eludendo ex antea il precetto legislativo al riguardo e, per altro verso, non consente di verificare le concrete situazioni in cui l'apparecchio di rilevamento automatico opera, consentendo possibili equivoci, non risolubili con certezza proprio per l'assenza degli agenti sul posto.
 
Tale motivo va pertanto accolto; tanto comporta l'assorbimento delle ulteriori doglianze. L'impugnata sentenza va pertanto cassata e, non sussistendo elementi in senso contrario, questa Corte, pronunciando nel merito, deve accogliere l'opposizione.
 
Sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese relative al presente procedimento per tassazione.
 
P.Q.M.
 
La Corte accoglie il ricorso; cassa e, pronunciando nel merito, accoglie l'opposizione e compensa le spese.
 
Così deciso in Roma, il 17 ottobre 2005 Il Presidente
 
Depositata il 17 novembre 2005.
 
 
 
 
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