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Pignoramento, espropriazione mobiliare, vendita

 

Pignoramento, espropriazione mobiliare, vendita

SEZIONE II Del pignoramento

Art. 491 Inizio dell`espropriazione

Salva l`ipotesi prevista nell`art. 502, l`espropriazione forzata si inizia col pignoramento (Cod. Civ. 2912-2918).

Art. 492 Forma del pignoramento

Salve le forme particolari previste nei Capi seguenti il pignoramento consiste in un`ingiunzione che l`ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano alla espropriazione e i frutti di essi (518, 543, 555; Cod. Civ. 2912).

Quando la legge richiede che l`ufficiale giudiziario nel compiere il pignoramento sia munito del titolo esecutivo (475),

Il presidente del tribunale competente per l`esecuzione (16, 26) può concedere al creditore l`autorizzazione prevista nell`art. 488 secondo comma (att. 158,165).

Art. 493 Pignoramenti su istanza di più creditori

Più creditori possono con unico pignoramento colpire il medesimo benè (523).

Il bene sul quale è stato compiuto un pignoramento può essere pignorato successivamente su istanza di uno o più creditori (523, 524, 550, 561).

Ogni pignoramento ha effetto indipendente, anche se è unito ad altri in unico processo.Art. 494 Pagamento nelle mani dell`ufficiale giudiziario

Il debitore può evitare il pignoramento versando nelle mani dell`ufficiale giudiziario la somma per cui si procede e l`importo delle spese, con l`incarico di consegnarli al creditore.

All`atto del versamento si può fare riserva di ripetere la somma versata (disp. di att. 157).

Può altresì evitare il pignoramento di cose, depositando nelle mani dell`ufficiale giudiziario, in luogo di esse, come oggetto di pignoramento, una somma di danaro eguale all`importo del credito o dei crediti per cui si procede e delle spese, aumentato di due decimi.

Art. 495 Conversione del pignoramento

 

In qualsiasi momento anteriore alla vendita, il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari, oltre alle spese di esecuzione, all'importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese.
Unitamente all'istanza deve essere depositata in cancelleria, a pena di inammissibilità, una somma non inferiore ad un quinto dell'importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti indicati nei rispettivi atti di intervento, dedotti i versamenti effettuati di cui deve essere data prova documentale. La somma è depositata dal cancelliere presso un istituto di credito indicato dal giudice.
La somma da sostituire al bene pignorato è determinata con ordinanza dal giudice dell'esecuzione, sentite le parti in udienza non oltre trenta giorni dal deposito dell'istanza di conversione.
Qualora le cose pignorate siano costituite da beni immobili, il giudice con la stessa ordinanza può disporre, se ricorrono giustificati motivi, che il debitore versi con rateizzazioni mensili entro il termine massimo di nove mesi la somma determinata a norma del terzo comma, maggiorata degli interessi scalari al tasso convenzionale pattuito ovvero, in difetto, al tasso legale.
Qualora il debitore ometta il versamento dell'importo determinato dal giudice ai sensi del terzo comma, ovvero ometta o ritardi di oltre 15 giorni il versamento anche di una sola delle rate previste nel quarto comma, le somme versate formano parte dei beni pignorati. Il giudice dell'esecuzione, su richiesta del creditore procedente o creditore intervenuto munito di titolo esecutivo, dispone senza indugio la vendita di questi ultimi.
Con l'ordinanza che ammette la sostituzione, il giudice dispone che le cose pignorate siano liberate dal pignoramento e che la somma versata vi sia sottoposta in loro vece. I beni immobili sono liberati dal pignoramento con il versamento dell'intera somma.
L'istanza può essere avanzata una sola volta a pena di inammissibilità".

Articolo così sostituito dall'art 13 legge 3.agosto 1998 n. 302

Art. 496 Riduzione del pignoramento

Su istanza del debitore o anche d`ufficio, quando il valore dei beni pignorati è superiore all`importo delle spese e dei crediti di cui all`articolo precedente, il giudice, sentiti il creditore pignorante e i creditori intervenuti può disporre (487) la riduzione del pignoramento (558).

Art. 497 Cessazione dell`efficacia del pignoramento

Il pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento sono trascorsi novanta giorni senza che sia stata chiesta l`assegnazione o la vendita (501 e ss., 628).

SEZIONE III Dell`intervento dei creditori

Art. 498 Avviso ai creditori iscritti

Debbono essere avvertiti dell`espropriazione i creditori che sui beni pignorati hanno un diritto di prelazione (Cod. Civ. 2693, 2745, 2762, 2808) risultante da pubblici registri (Cod. Civ. 2673 e seguenti).

A tal fine è notificato (137) a ciascuno di essi, a cura del creditore pignorante ed entro cinque giorni dal pignoramento, un avviso contenente l`indicazione del creditore pignorante, del credito per il quale si procede, del titolo e delle cose pignorate (att. 158, 160).

In mancanza della prova di tale notificazione, il giudice non può provvedere sull`istanza di assegnazione o di vendita (501).

Art. 499 Intervento

Oltre i creditori indicati nell`articolo precedente, possono intervenire nell`esecuzione gli altri creditori, ancorché non privilegiati (511, 525 e seguenti, 551, 563 e seguenti).

Il ricorso deve contenere l`indicazione del credito e quella del titolo di esso, la domanda per partecipare alla distribuzione della somma ricavata (509) e la dichiarazione di residenza o l`elezione di domicilio (489) nel comune in cui ha sede il giudice competente per l`esecuzione.

Art. 500 Effetti dell`intervento

L`intervento dà diritto a partecipare alla distribuzione della somma ricavata, e, secondo le disposizioni contenute nei Capi seguenti, può anche dare diritto a partecipare all`espropriazione del bene pignorato e a provocarne i singoli atti (526, 564).

SEZIONE IV Della vendita e dell`assegnazione

Art. 501 Termine dilatorio del pignoramento

L`istanza di assegnazione o di vendita dei beni pignorati non può essere proposta se non decorsi dieci giorni dal pignoramento tranne che per le cose deteriorabili, delle quali può essere disposta l`assegnazione o la vendita immediata (529 e seguenti, 552 e seguenti, 567 e seguenti; Cod. Civ. 2919-2929).

Art. 502 Termine per l`assegnazione o la vendita del pegno

Salve le disposizioni speciali del Codice Civile (2795, 2797, 2798, 2804, 2911), per l`espropriazione delle cose date in pegno e dei mobili soggetti ad ipoteca (Cod. Civ. 2784 e seguenti) si seguono le norme del presente Codice, ma l`assegnazione o la vendita può essere chiesta senza che sia stata preceduta da pignoramento.

In tal caso il termine per l`istanza di assegnazione o di vendita decorre dalla notificazione del precetto (479).

Art. 503 Modi della vendita forzata

La vendita forzata può farsi con incanto (534 e seguenti, 576 e seguenti) o senza (572 e seguenti, 570 e seguenti), secondo le forme previste nei Capi seguenti (Cod. Civ. 2919 e seguenti) .

Art. 504 Cessazione della vendita forzata

Se la vendita e fatta in più volte o in più lotti, deve cessare quando il prezzo già ottenuto raggiunge l`importo delle spese e dei crediti menzionati nell`art. 495 primo comma (att. 163).

Art. 505 Assegnazione

Il creditore pignorante può chiedere l`assegnazione (507, 539) dei beni pignorati, nei limiti e secondo le regole contenute nei Capi seguenti (529, 538, 539, 552 e seguenti, 588 e seguenti; Cod. Civ. 2925).

Se sono intervenuti altri creditori (498), l`assegnazione può essere chiesta a vantaggio di uno solo o di più, d`accordo fra tutti.

Art. 506 Valore minimo per l`assegnazione

L`assegnazione può essere fatta soltanto per un valore non inferiore alle spese di esecuzione e ai crediti aventi diritto a prelazione (Cod. Civ. 2741) anteriore a quello dell`offerente.

Se il valore eccede quello indicato nel comma precedente, sull`eccedenza concorrono l`offerente e gli altri creditori, osservate le cause di prelazione che li assistono (att. 162).

Art. 507 Forma dell`assegnazione

L`assegnazione si fa mediante ordinanza del giudice dell`esecuzione ( 184) contenente l`indicazione dell`assegnatario, del creditore pignorante, di quelli intervenuti, del debitore, ed eventualmente del terzo proprietario, del bene assegnato e del prezzo di assegnazione (att. 162).

Art. 508 Assunzione di debiti da parte dell`aggiudicatario o dell`assegnatario

Nel caso di vendita o di assegnazione di un bene gravato da pegno (Cod. Civ. 2784 e seguenti) o da ipoteca (Cod. Civ. 2808 e seguenti), l`aggiudicatario o assegnatario, con l`autorizzazione del giudice dell`esecuzione (484), può concordare col creditore pignoratizio o ipotecario l`assunzione del debito con le garanzie ad esso inerenti, liberando il debitore.

In tal caso nel provvedimento di vendita o di assegnazione si deve menzionare l`assunzione del debito (585).

SEZIONE V Della distribuzione della somma ricavata

Art. 509 Composizione della somma ricavata

La somma da distribuire è formata da quanto proviene a titolo di prezzo o conguaglio (590) delle cose vendute o assegnate, di rendita (594) o provento delle cose pignorate, di multa (587) e risarcimento di danno (540, 587) da parte dell`aggiudicatario.

Art. 510 Distribuzione della somma ricavata

Se vi è un solo creditore pignorante senza intervento di altri creditori, il giudice dell`esecuzione, sentito il debitore, dispone a favore del creditore pignorante il pagamento di quanto gli spetta per capitale, interessi e spese.

In caso diverso, la somma ricavata è dal giudice distribuita tra i creditori a norma delle disposizioni contenute nei Capi seguenti (541 e seguenti, 596 e seguenti), con riguardo alle cause legittime di prelazione (Cod. Civ. 2741, 2916).

Il residuo della somma ricavata è consegnato al debitore o al terzo che ha subito l`espropriazione.

Art. 511 Domanda di sostituzione

I creditori di un creditore avente diritto alla distribuzione possono chiedere di essere a lui sostituiti, proponendo domanda a norma dell`art. 499 secondo comma (Cod. Civ. 2900).

Il giudice dell`esecuzione provvede alla distribuzione anche nei loro confronti, ma le contestazioni relative alle loro domande non possono ritardare la distribuzione tra gli altri creditori concorrenti.

Art. 512 Risoluzione delle controversie

Se, in sede di distribuzione (510), sorge controversia tra creditori concorrenti o tra creditore e debitore o terzo assoggettato all`espropriazione circa la sussistenza o l`ammontare di uno o più crediti o circa la sussistenza di diritti di prelazione (Cod. Civ. 2741, 2916), il giudice dell`esecuzione provvede all`istruzione della causa (175 e seguenti), se è competente; altrimenti rimette le parti davanti al giudice competente a norma dell`art. 17, fissando un termine perentorio per la riassunzione (att. 125).

Il giudice, se non sospende totalmente il procedimento, provvede alla distribuzione della parte della somma ricavata non controversa (598, 624).

CAPO II Dell`espropriazione mobiliare presso il debitore

SEZIONE I Del pignoramento

Art. 513 Ricerca delle cose da pignorare

L`ufficiale giudiziario, munito del titolo esecutivo (474, 492) e del precetto (480), può ricercare le cose da pignorare nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti. Può anche ricercarle sulla persona del debitore, osservando le opportune cautele per rispettarne il decoro (492; att. 165; Cod. Civ. 29121.

Quando e necessario aprire porte, ripostigli o recipienti, vincere la resistenza opposta dal debitore o da terzi, oppure allontanare persone che disturbano l`esecuzione del pignoramento, l`ufficiale giudiziario provvede secondo le circostanze, richiedendo, quando occorre, l`assistenza della forza pubblica (475).

Il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato, su ricorso (125) del creditore, può autorizzare con decreto (135) l`ufficiale giudiziario a pignorare cose determinate che non si trovano in luoghi appartenenti al debitore, ma delle quali egli può direttamente disporre.

In ogni caso l`ufficiale giudiziario può sottoporre a pignoramento, secondo le norme della presente sezione, le cose del debitore che il terzo possessore consente di esibirgli.

Art. 514 Cose mobili assolutamente impignorabili

Oltre alle cose dichiarate impignorabili da speciali disposizioni di legge (Cod. Civ. 170, 188, 326, 1558, 1881, 1923, 2117, 2531; Cod. Pen. 145), non si possono pignorare:

1) le cose sacre e quelle che servono all`esercizio del culto, (Cod. Civ. 813);

2) l`anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato;

3) i commestibili e i combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone indicate nel numero precedente;

4) gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l`esercizio della professione, dell`arte o del mestiere del debitore

5) le armi e gli oggetti che il debitore ha l`obbligo di conservare per l`adempimento di un pubblico servizio;

6) le decorazioni al valore, le lettere, i registri e in generale gli scritti di famiglia, nonché i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione.

Art. 515 Cose mobili relativamente impignorabili

Le cose, che il proprietario di un fondo vi tiene per il servizio e la coltivazione del medesimo (Cod. Civ. 817), possono essere pignorate separatamente dall`immobile soltanto in mancanza di altri mobili (556); tuttavia il pretore, su istanza del debitore e sentito il creditore. può escludere dal pignoramento, con ordinanza non impugnabile, quelle tra le cose suindicate che sono di uso necessario per la coltura del fondo (531), o può anche permetterne l`uso, sebbene pignorate, con le opportune cautele per la loro conservazione e ricostituzione.

Le stesse disposizioni il giudice dell'esecuzione può dare relativamente alle cose destinate dal coltivatore al servizio o alla coltivazione del fondo.

Art. 516 Cose pignorabili in particolari circostanze di tempo

I frutti non ancora raccolti o separati dal suolo (Cod. Civ. 820) non possono essere pignorati separatamente dall`immobile a cui accedono, se non nelle ultime sei settimane anteriori al tempo ordinario della loro maturazione, tranne che il creditore pignorante si assuma le maggiori spese della custodia

I bachi da seta possono essere pignorati solo quando sono nella maggior parte sui rami per formare il bozzolo (518, 531).

Art. 517 Scelta delle cose da pignorare

Il pignoramento, quando non v`è pregiudizio per il creditore, deve essere eseguito preferibilmente sulle cose indicate dal debitore.

In ogni caso l`ufficiale giudiziario deve preferire il danaro contante, gli oggetti preziosi e i titoli di credito (520, 529, 539) che ritiene di sicura realizzazione (att. 161).

Art. 518 Forma del pignoramento

L`ufficiale giudiziario redige delle sue operazioni processo verbale (126, 523), nel quale dà atto dell`ingiunzione di cui all`art. 492 e descrive le cose pignorate, determinandone approssimativamente il valore, con l`assistenza, quando occorre, di uno stimatore (68; att. 161) da lui scelto. Se il pignoramento cade su frutti non ancora raccolti o separati dal suolo (516) o su bachi da seta (516), l`ufficiale giudiziario ne descrive la natura, la qualità e l`ubicazione (att. 165).

Nel processo verbale l`ufficiale giudiziario fa relazione delle disposizioni date per conservare le cose pignorate.

Se il debitore non è presente l`ufficiale giudiziario rivolge l`ingiunzione alle persone indicate nell`art. 139 secondo comma, e consegna loro un avviso dell`ingiunzione stessa per il debitore. In mancanza di dette persone affigge l`avviso alla porta dell`immobile in cui ha eseguito il pignoramento.

Il processo verbale col titolo esecutivo (474) e il precetto (480) deve essere depositato in cancelleria entro le ventiquattro ore dal compimento delle operazioni. Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell`esecuzione (488).

Art. 519 Tempo del pignoramento

Il pignoramento non può essere eseguito nei giorni festivi, né fuori delle ore indicate nell`art. 147, salvo che ne sia data autorizzazione dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato.

Il pignoramento iniziato nelle ore prescritte può essere proseguito fino al suo compimento.

Art. 520 Custodia dei mobili pignorati

L`ufficiale giudiziario consegna al cancelliere del tribunale il danaro, i titoli di credito e gli oggetti preziosi colpiti dal pignoramento (517). Il danaro deve essere depositato dal cancelliere nelle forme dei depositi giudiziari, mentre i titoli di credito e gli oggetti preziosi sono custoditi nei modi che il pretore determina (disp. di att. 166).

Per la conservazione delle altre cose l`ufficiale giudiziario provvede trasportandole in un luogo di pubblico deposito o affidandole a un custode (65; disp. di att. 159).

Art. 521 Nomina e obblighi del custode

Non possono essere nominati custode il creditore o il suo coniuge senza il consenso del debitore, né il debitore o le persone della sua famiglia che convivono con lui senza il consenso del creditore (522).

Il custode sottoscrive il processo verbale dal quale risulta la sua nomina.

Al fine della conservazione delle cose pignorate, l`ufficiale giudiziario autorizza il custode a lasciarle nell`immobile appartenente al debitore o a trasportarle altrove.

Il custode non può usare delle cose pignorate senza l`autorizzazione del giudice dell'esecuzione e deve rendere il conto a norma dell`art. 593 (67, 632; Cod. Pen. 388, 388 bis).

Art. 522 Compenso del custode

Il custode non ha diritto a compenso se non l`ha chiesto e se non gli è stato riconosciuto dall`ufficiale giudiziario all`atto della nomina (65, 67).

Nessun compenso può attribuirsi alle persone indicate nel primo comma dell`articolo precedente (66).

Art. 523 Unione di pignoramenti

L`ufficiale giudiziario, che trova un pignoramento già iniziato da altro ufficiale giudiziario, continua le operazioni insieme con lui. Essi redigono unico processo verbale (493).

Art. 524 Pignoramento successivo

L`ufficiale giudiziario, che trova un pignoramento già compiuto, ne dà atto nel processo verbale (518) descrivendo i mobili precedentemente pignorati (493), e quindi procede al pignoramento degli altri beni o fa constare nel processo verbale (518) che non ve ne sono.

Il processo verbale è depositato in cancelleria e inserito nel fascicolo (488, 518) formato in base al primo pignoramento, se quello successivo è compiuto anteriormente all`udienza prevista nell`art. 525 secondo comma ovvero alla presentazione del ricorso per l`assegnazione o la vendita (529) dei beni pignorati nella ipotesi prevista nel terzo comma dell`art. 525. In tal caso il cancelliere ne dà notizia (att. 160) al creditore primo pignorante e l`esecuzione si svolge in unico processo.

Il pignoramento successivo, se è compiuto dopo l`udienza di cui sopra, ovvero dopo la presentazione del ricorso predetto, ha gli effetti di un intervento tardivo (528) rispetto ai beni colpiti dal primo pignoramento. Se colpisce altri beni, per questi ha luogo separato processo.

SEZIONE II Dell`intervento dei creditori

 

Art. 525 Condizione e tempo dell`intervento

Possono intervenire a norma dell`art. 499 tutti coloro che nei confronti del debitore hanno un credito certo, liquido ed esigibile.

Per gli effetti di cui agli articoli seguenti l`intervento deve avere luogo non oltre (528) la prima udienza fissata per l`autorizzazione della vendita o per l`assegnazione (530). Di tale intervento il cancelliere dà notizia al creditore pignorante (att. 160).

Qualora il valore dei beni pignorati, determinato a norma dell`art. 518, non superi le L. 10 milioni, l`intervento di cui al comma precedente deve aver luogo non oltre la data di presentazione del ricorso, prevista dall`art. 529.

Art. 526 Facoltà dei creditori intervenuti

I creditori intervenuti a norma del secondo comma e del terzo comma dell`articolo precedente partecipano all`espropriazione dei mobili pignorati e, se muniti di titolo esecutivo (474), possono provocarne i singoli atti (500).

Art. 527 Diritto dei creditori intervenuti alla distribuzione

Ai creditori intervenuti a norma dell`art. 525 secondo e terzo comma il creditore pignorante ha facoltà di indicare, all`udienza (530) o con atto notificato e, in ogni caso, non oltre i cinque giorni successivi alla comunicazione fattagli dal cancelliere (524), l`esistenza di altri beni del debitore utilmente pignorabili, e di invitarli ad estendere il pignoramento se sono forniti di titolo esecutivo (474) o, altrimenti, ad anticipare le spese necessarie per l`estensione (524, 526).

Se i creditori intervenuti non si giovano, senza giusto motivo, delle indicazioni loro fatte o non rispondono all`invito entro il termine di dieci giorni, il creditore pignorante ha diritto di essere loro preferito in sede di distribuzione (590 e seguenti, 542).

Art. 528 Intervento tardivo

I creditori chirografari che intervengono oltre l`udienza indicata nell`art. 525 secondo comma, ovvero oltre la data di presentazione del ricorso per l`assegnazione o la vendita dei beni pignorati nell`ipotesi prevista nell`art. 525 terzo comma (530), ma prima del provvedimento di distribuzione (541 e seguenti), concorrono alla distribuzione della parte della somma ricavata che sopravanza dopo soddisfatti i diritti del creditore pignorante e di quelli intervenuti in precedenza (524).

I creditori che hanno un diritto di prelazione (Cod. Civ. 2741) sulle cose pignorate, anche se intervengono a norma del comma precedente, concorrono alla distribuzione della somma ricavata in ragione dei loro diritti di prelazione.

SEZIONE III Dell`assegnazione e della vendita

Art. 529 Istanza di assegnazione o di vendita

Decorso il termine di cui all`art. 501, il creditore pignorante e ognuno dei creditori intervenuti (525) muniti di titolo esecutivo (474) possono chiedere la distribuzione del danaro e la vendita di tutti gli altri beni (Cod. Civ. 2919 e seguenti) .

Dei titoli di credito (Cod. Civ. 1992 e seguenti) e delle altre cose il cui valore risulta dal listino di borsa o di mercato (Cod. Civ. 1474) possono chiedere anche l`assegnazione (505 e seguenti).

Al ricorso si deve unire il certificato d`iscrizione dei privilegi gravanti sui mobili pignorati.

Art. 530 Provvedimento per l`assegnazione o per l`autorizzazione della vendita

Sull`istanza di cui all`articolo precedente il giudice dell'esecuzione fissa l`udienza per l`audizione delle parti (485).

All`udienza le parti possono fare osservazioni circa l`assegnazione e circa il tempo e le modalità della vendita, e debbono proporre, a pena di decadenza, le opposizioni agli atti esecutivi (617 e seguenti), se non sono già decadute dal diritto di proporle.

Se non vi sono opposizioni o se su di esse si raggiunge l`accordo delle parti comparse, il giudice dell'esecuzione dispone con ordinanza l`assegnazione (disp. di att. 162) o la vendita.

Se vi sono opposizioni il giudice dell'esecuzione le decide con sentenza (618) e dispone con ordinanza l`assegnazione o la vendita.

Qualora ricorra l`ipotesi prevista dal terzo comma dell`art. 525, e non siano intervenuti creditori fino alla presentazione del ricorso, il giudice dell'esecuzione provvederà con decreto per l`assegnazione o la vendita; altrimenti provvederà a norma dei commi precedenti, ma saranno sentiti soltanto i creditori intervenuti nel termine previsto dal terzo comma dell`art. 525.

Art. 531 Vendita di frutti pendenti o di speciali beni mobili

La vendita di frutti pendenti (516) non può essere disposta se non per il tempo della loro maturazione, salvo diverse consuetudini locali.

La vendita dei bachi da seta (516) non può essere fatta prima che siano in bozzoli.

Delle cose indicate nell`art. 515 il giudice dell'esecuzione può differire la vendita per il periodo che ritiene necessario a soddisfare le esigenze dell`azienda agraria.

Art. 532 Vendita a mezzo di commissionario

Quando lo ritiene opportuno, il giudice dell'esecuzione può disporre che le cose pignorate siano affidate ad un commissionario, affinché proceda alla vendita (att. 167; Cod. Civ. 1731 e seguenti).

Nello stesso provvedimento il giudice dell'esecuzione, sentito quando occorre uno stimatore (68; att. 161), fissa il prezzo minimo della vendita e l`importo globale fino al raggiungimento del quale la vendita deve essere eseguita, e può imporre al commissionario una cauzione (119; att. 86).

Se il valore delle cose risulta da listino di borsa o di mercato (Cod. Civ. 1474), la vendita non può essere fatta a prezzo inferiore al minimo ivi segnato (539).

Art. 533 Obblighi del commissionario

Il commissionario non può vendere se non per contanti. Egli è tenuto in ogni caso a documentare le operazioni di vendita mediante certificato, fattura o fissato bollato in doppio esemplare, uno dei quali deve essere consegnato al cancelliere col prezzo ricavato dalla vendita, nel termine stabilito dal pretore nel suo provvedimento.

Qualora la vendita senza incanto non avvenga nel termine di un mese dal provvedimento di autorizzazione, il commissionario, salvo che il termine sia prorogato su istanza di tutti i creditori intervenuti, deve riconsegnare i beni, affinché siano venduti all`incanto (534; att. 168).

Il compenso al commissionario è stabilito dal giudice dell'esecuzione con decreto.

Art. 534 Vendita all`incanto

Quando la vendita deve essere fatta ai pubblici incanti il giudice dell'esecuzione, col provvedimento di cui all`art. 530, stabilisce il giorno, l`ora e il luogo in cui deve eseguirsi, e ne affida l`esecuzione al cancelliere o all`ufficiale giudiziario o a un istituto all`uopo autorizzato (att. 159, 168; Cod. Pen. 353, 354)

Nello stesso provvedimento il giudice dell'esecuzione può disporre che, oltre alla pubblicità prevista dal primo comma dell`art. 490, sia data anche una pubblicità straordinaria a norma del comma terzo dello stesso articolo.

Art. 534-bis. – Delega al notaio delle operazioni di vendita con incanto

Il pretore, con il provvedimento di cui all'articolo 530, può, sentiti gli interessati, delegare a un notaio avente sede nel circondario il compimento delle operazioni di vendita con incanto di beni mobili iscritti nei pubblici registri. La delega e gli atti conseguenti sono regolati dalle disposizioni di cui all'articolo 591-bis, in quanto compatibili con le previsioni della presente sezione"

Articolo aggiunto dall'art 4 legge 3 agosto 1998 n. 302

 

Art. 534-ter. – (Ricorso al giudice dell'esecuzione).

Quando, nel corso delle operazioni di vendita con incanto, insorgono difficoltà il notaio delegato può rivolgersi al giudice dell'esecuzione, il quale provvede con decreto. Le parti e gli interessati possono proporre reclamo avverso il predetto decreto ed avverso gli atti del notaio con ricorso allo stesso giudice, il quale provvede con ordinanza; il ricorso non sospende le operazioni di vendita salvo che il giudice, concorrendo gravi motivi, disponga la sospensione.
Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 617

Articolo aggiunto dall'art 6 legge 3 agosto 1998 n. 302

Art. 535 Prezzo base dell`incanto

Se il valore delle cose risulta da listino di borsa o di mercato (Cod. Civ. 1474), il prezzo base è determinato dal minimo del giorno precedente alla vendita.

In ogni altro caso il giudice dell'esecuzione, nel provvedimento di cui all`art. 530, sentito quando occorre uno stimatore (68; att. 161), fissa il prezzo di apertura dell`incanto o autorizza, se le circostanze lo consigliano, la vendita al migliore offerente senza determinare il prezzo minimo.

Art. 536 Trasporto e ricognizione delle cose da vendere

Chi è incaricato della vendita fa trasportare, quando occorre, le cose pignorate nel luogo stabilito per l`incanto, e può richiedere l`intervento della forza pubblica.

In ogni caso, prima di addivenire agli incanti deve fare, in concorso col custode (520, 521; Cod. Pen. 328), la ricognizione degli oggetti da vendersi, confrontandoli con la descrizione contenuta nel processo verbale di pignoramento (518).

Art. 537 Modo dell`incanto

Le cose da vendere si offrono singolarmente oppure a lotti secondo la convenienza, per il prezzo base di cui all`art. 535. L`aggiudicazione al maggiore offerente segue quando, dopo una duplice pubblica enunciazione del prezzo raggiunto, non è fatta una maggiore offerta.

Se la vendita non può compiersi nel giorno stabilito, è continuata nel primo giorno seguente non festivo.

Dell`incanto si redige processo verbale (126), che si deposita immediatamente nella cancelleria (att. 169).

Art. 538 Nuovo incanto

Quando una cosa messa all`incanto resta invenduta, il cancelliere ne dà notizia alle parti (att. 160).

Se delle cose invendute nessuno dei creditori chiede l`assegnazione per il prezzo fissato a norma dell`art. 535 secondo comma, il giudice dell'esecuzione ordina un nuovo incanto nel quale è ammessa qualsiasi offerta.

Art. 539 Vendita o assegnazione degli oggetti d`oro e d`argento

Gli oggetti d`oro e d`argento non possono in nessun caso essere venduti per un prezzo inferiore al valore intrinseco.

Se restano invenduti, sono assegnati (506 e seguenti) per tale valore ai creditori (disp. di att. 162).

Art. 540 Pagamento del prezzo e rivendita

La vendita all`incanto si fa per contanti.

Se il prezzo non è pagato, si procede immediatamente a nuovo incanto (538), a spese e sotto la responsabilità dell`aggiudicatario inadempiente (att. 168).

La somma ricavata dalla vendita è immediatamente consegnata al cancelliere per essere depositata con le forme dei depositi giudiziari (att. 169).

 
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