Mercato dei capitali
Tutti i soggetti che esercitano un'attività economica finalizzata alla soddisfazione di determinati bisogni (esempi: produzione, acquisto, vendita), sono operatori economici ed operano su un determinato mercato. Il mercato dei capitali, in particolare, è formato dagli scambi di risorse finanziarie che vengono effettuate fra soggetti appartenenti alle diverse categorie economiche. La gestione del capitale, dalla raccolta all’impiego del denaro, appartiene alla sfera della finanza. I movimenti dei capitali sono l'aspetto della globalizzazione economica che è cresciuto nel modo più spettacolare; il volume dei cambi di valuta è aumentato dell'800% nei dodici anni tra il 1986 e il 1998. Nel 2001 ogni giorno sui mercati finanziari si è spostato più di un trilione di dollari. Il mondo è percorso da flussi di capitale - che tendono sempre di più a smaterializzarsi per divenire virtuali - i quali si muovono lungo vie telematiche tra le varie borse. Gli operatori muovono questi capitali con l' evidente scopo di ricavarne un utile corrispondente alla antica differenza fra il costo di acquisto e quello di vendita.
Si possono scambiare azioni 24 ore su 24, senza limiti di spazio e di tempo: grazie ai fusi orari gli orari di interruzione delle contrattazioni di New York corrispondono a quelli di apertura di Hong Kong o di Londra. Gli investitori ragionano ormai in una logica mondiale: essi muovono il loro denaro dall'una all'altra delle piazze finanziarie, lo convertono dall'una all'altra delle valute, a seconda dell'andamento degli indicatori economici o degli eventi politici e sociali. Un fenomeno connesso alla globalizzazione è l’interdipendenza dei mercati finanziari, i cui andamenti si influenzano reciprocamente; questo è divenuto chiaro nel caso del crack del 1987, quando Wall Street, con la sua rovinosa caduta di oltre 500 punti in un giorno, ha travolto tutte le altre Borse del mondo. Proprio l'avvenuta globalizzazione dei movimenti di capitale accresce i rischi della finanza globale.