Art. 900 finestre
Le finestre o altre aperture sul fondo del vicino sono di due specie: luci, quando danno passaggio alla luce e all`aria, ma non permettono di affacciarsi sul fondo del vicino; vedute o prospetti quando permettono di affacciarsi e di guardare di fronte, obliquamente o lateralmente
Sentenza n. 71 del 2002
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. FRANCO PONTORIERI - Presidente -
Dott. UGO RIGGIO - Consigliere -
Dott. GIOVANNI SETTIMJ - Consigliere -
Dott. UMBERTO GOLDONI - rel. Consigliere -
Dott. SERGIO DEL CORE - Consigliere -
ha pronunciato la seguente
S E N T E N Z A
sul ricorso proposto da:
.....32, presso lo studio dell'avvocato CARLO MARTUCCELLI, che lo difende unitamente agli avvocati CARMINE COVINO, MASSIMO GUZZELONI, giusta delega in atti;
- ricorrente -
contro
......, presso lo studio dell'avvocato PAOLO PIPERNO, che li difende unitamente agli avvocati COSTANTINO ERCOLI, PIERANTONIO ERCOLI, giusta delega in atti;
- controricorrenti -finestre
avverso la sentenza n. 912/99 della Corte d'Appello di MILANO, depositata il 16/04/99;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 19/10/01 dal Consigliere Dott. Umberto GOLDONI;
udito l'Avvocato MARTUCCELLI Carlo, difensore del ricorrente che ha chiesto l'accoglimento del ricorso;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Massimo FEDELI che ha concluso per il rigetto del ricorso. Svolgimento del processo
Con atto di citazione notificato in data 11.11.1991 ......finestre
, proprietario dell'Immobile sito in Lodivecchio, via S. Rocco 43, affermando che esso era stato edificato sul confine nel 1963 ed aveva due vedute sul fondo confinante.. conveniva davanti al Tribunale di Lodi ..... e ....., i quali, nel maggio del 1991, avevano costruito sul terreno di loro proprietà due box in aderenza all'immobile dell'attore, chiedendo l'accertamento del suo diritto di avere vedute dirette e/o oblique sul fondo vicino l'accertamento della illegittimità della costruzione del box di proprietà dei convenuti, in quanto edificati senza il rispetto della norma di cui all'art. 907 c.c. sulle distanze legali, nonché la loro condanna alla eliminazione di dette costruzioni oltre al risarcimento dei danni.finestre
Si costituivano i convenuti, i quali contestavano il fondamento delle avverse domande, chiedendo il rigetto delle stesse, previo accertamento della inesistenza del diritto vantato dall'attore e previa qualificazione delle aperture esistenti sulla proprietà dello stesso come luci, e svolgendo domanda riconvenzionale al fine di ottenerne la regolarizzazione ex art. 901 c.c.finestre
Con sentenza in data 25.6/10.9.1996 il Tribunale adito dichiarava il diritto dell'attore (il avere vedute dirette e/o oblique sul fondo vicino di proprietà dei convenuti, nonché la illegittimità della costruzione del box di loro proprietà, condannandoli alla eliminazione degli stessi mediante demolizione e/o arretramento delle costruzioni fino alla distanza di metri tre dall'edificio attoreo, oltre al rimborso delle spese di giudizio, e respingeva ogni altra domanda delle parti.finestre
I...... presentavano impugnazione avverso tale pronuncia, allo scopo di sentirla integralmente riformare - si costituiva l'appellato, il quale chiedeva la reiezione di detto, gravame e proponeva appello incidentale.finestre
finestre Con sentenza in data 17.3/16.4.1999, la Corte di appello di Milano accoglieva l'appello principale, regolando le spese. Osservava la Corte territoriale che il dedotto vizio di ultrapetizione era fondato, Invero, nell'atto introduttivo del giudizio di primo grado il ....noti aveva affatto indicato, nemmeno finestre implicitamente, il titolo a sostegno del suo preteso diritto di veduta sul fondo vicino di proprietà del .....; in tale atto non era stata certamente allegata l'usucapione quale titolo acquisitivo del diritto affermato, in quanto le espressioni usate (e, in particolare, la frase "immobile di proprietà Antonio Carlotti è stato edificato sul confine nel 1963 ed ha due vedute sul fondo confinante di proprietà ......) non consentivano di individuare gli elementi tipici di tale modo di acquisto dei diritto;finestre anzi, l'acquisto del diritto per usucapione risultava essere stato escluso dal Carlotti medesimo. finestre Inoltre, le aperture in esame non potevano qualificarsi vedute. Infatti, per definirsi veduta l'apertura sul fondo del vicino, essa deve consentire non solo la visione, ma anche la possibilità di affacciarsi, operazione consistente nello sporgere il capo, in modo da assoggettare detto fondo ad una visione mobile e, globale la presenza delle inferriate apposte alle aperture site nel fabbricato del Carlotti escludeva questa speciale attitudine dal solo esame delle fotografie in atti;finestre
inoltre la finestra al piano terra, il cui davanzale interno dista m.1,07 dal piano di calpestio del locale, era munita di uno schermo in vetro non trasparente, fisso, posto sopra il davanzale per un'altezza di cm.60.finestre
Tanto impediva una visuale completa sul fondo alieno muovendosi all'interno del locale del piano terra, secondo quanto asserito dal consulente tecnico d'ufficio e ritenuto dal Tribunale, il cui giudizio sulla facile amovibilità del vetro, tra l'altro, non aveva alcuna giustificazione obiettiva.finestre
Poiché, dunque, le aperture in oggetto non erano vedute, esse non potevano che essere luci, non esistendo un tertium genus; ne derivavano il rigetto di ogni domanda proposta da(Carlotti e l'accoglimento delle domande formulate in via riconvenzionale dal ....: invero, quella che il ..... aveva qualificato nella comparsa di costituzione in appello "eccezione riconvenzionale di usucapione relativa al diritto di veduta dalle due finestre de quibus" costituiva, in effetti, non mera eccezione bensì domanda nuova e, come tale, inammissibile in secondo grado.finestre
Comunque noti era stata fornita prova alcuna in ordine alla sussistenza degli estremi concernenti tale titolo acquisitivo, essendo solo emersa al riguardo una mera tolleranza da parte del .....finestre
Il ....., conseguentemente, andava condannato a regolarizzare le aperture in oggetto in adempimento a quanto disposto dall'art. 901 c.c..finestre
Per la cassazione di tale sentenza ricorre, sulla base di sette motivi, ......, resistono con il controricorso ......
Entrambe le parti hanno presentato memoria.
Motivi della decisione
La sentenza impugnata si basa, per pervenire alla relazione della domanda originariamente proposta dal Carlotti, su due argomentazioni. La prima di esse si basa sii di un rilevato vizio di ultra petizione ravvisabile nella sentenza di primo grado per non avere, nell'atto introduttivo del giudizio, l'odierno ricorrente il titolo del vantato diritto di veduta sul fondo delle controparti, in quanto in ragione delle espressioni usate, non da esse gli elementi tipici dell'usucapione, del resto esclusa dal ...... nella comparsa conclusionale di primo grado; in ogni modo, la domanda avanzata in tal senso in sede di appello incidentale era secondo la Corte di appello di ....., nuova e, come tale, inammissibile. Dopo tali considerazioni, la Corte territoriale qualifica le aperture di che trattasi come "luci" escludendone la natura di vedute in base ad argomentazioni basate sull'esame diretto delle fotografie in atti ed evidenziando che la presenza delle inferriate e, relativamente alla finestra posta al piano terra, di uno schermo in vetro non trasparente, elementi tali, ad avviso della Corte meneghina, da impedire senza dubbio la necessaria prospectio.finestre
Entrambe tali argomentazioni risultano confutate, nel ricorso in esame, dal ....., sotto pili profili, nei motivi da uno a cinque con riguardo alla questione dell'usucapione e nei motivi quinto e sesto in ordine alla qualificazione delle aperture come luci. Ad avviso di questa Corte l'ordine di esame delle due questioni deve, per assorbenti ragioni di reciproca interdipendenza, essere invertito.finestre
Va infatti ricordata l'ormai consolidata (e condivisa) giurisprudenza di questa Corte secondo cui il possesso di luci irregolari, sprovvisto di titolo e fondato sulla mera tolleranza del vicino, non può condurre all'acquisto per usucapione della relativa servitù, in quanto la servitù di aria e luce - che è negativa, risolvendosi nell'obbligo del proprietario del fondo contiguo di noti operarne la soppressione - non è una servitù apparente, perché l'apparenza non consiste soltanto nell'esistenza di segni visibili ed opere permanenti, ma esige che queste ultime, come mezzo necessario per l'acquisto della servitù, siano indice non equivoco del peso imposto al fondo vicino.finestre In modo da far presumere che il proprietario di questo ne sia a conoscenza Nè la circostanza che la luce sia irregolare è idonea a conferire alla indicata servitù il carattere di apparenza, non essendo possibile stabilire dalla irregolarità se il vicino la tolleri soltanto, riservandosi la facoltà di chiuderla nel modo stabilito dalla legge, ovvero la subisce come peso del fondo quale attuazione del corrispondente diritto di servitù o manifestazione del possesso della medesima (così Cass. SS.UU. 21.11.1996, n. 10285).finestre
Su questa base interpretativa è conseguente che si esamini preliminarmente la natura delle aperture in quanto se qualificate come luci (sia pure irregolari) rie risulta l'impossibilità di usucapione del relativo diritto e cade ogni questione al riguardo.finestre La giurisprudenza di questa Corte ha ritenuto, a far tempo dalla nota sentenza delle Sezioni Unite n. 10615 del 28 novembre 1996, che affinché sussista una veduta, a norma dell'art. 900 c.c., è necessario, oltre al requisito dell'inspectio, anche quello della prospectio nel fondo del vicino, dovendo detta apertura non solo consentire di vedere e guardare frontalmente, ma anche di affacciarsi, vale a dire di guardare non solo di fronte, ma anche obliquamente e lateralmente, così assoggettando il fondo alieno ad una visione mobile e globale.finestre
Precedentemente, e condivisibilmente, con riguardo anche alle leggi fisiche che regolano l'agire umano, si era affermato che lo sporgere il capo può in linea astratta non essere impedito dall'esistenza di una inferriata, purché in relazione all'ampiezza delle maglie di questa possa essere in concreto stabiliti la possibilità di affaccio, con la possibilità di protendere il capo (Cass 22 4 l975, n. 1566; 16.11.1983, n. 6820).finestre
Ancora, si e ritenuto che, alla stregua dell'art. 900 c.c., la comodità (o quanto meno la noti disagevolezza) della inspectio e della prospectio va accertata con riferimento al fondo da citi la veduta è esercitata e non già al fondo o(detto della veduta (Cass. 23.11,1987, n. 8626).finestre
È alla stregua di tali consolidate pronunce che il motivo in esame deve essere esaminato.finestre
Giova ricordare anche la pronuncia (Cass.1.9.1997, n. 8331) secondo cui per la sussistenza di una servitù di veduta esercitata mediante una finestra, questa deve avere caratteristiche tali da rilevare la normale e permanente destinazione alla vista ed all'affaccio su fondo altrui e che questo possa esercitarsi senza usare particolari accorgimenti.finestre
Le già indicate circostanze sulla cui base la Corte d'appello è pervenuta a qualificare luci e non vedute le aperture sono state riferite in precedenza; non ha dubbio che le stesse si fondino su considerazioni obiettive e forniscano ampia giustificazione del convincimento del giudice del merito.finestre
La presenza di inferriate e di un vetro opaco, oltre che di grate, sono infatti elementi elle impediscono l'affaccio e il diverso parere del CTU (peraltro espresso senza riferimenti al vetro opaco, ammesso solo in sede di chiarimenti) non può elidere le considerazioni svolte sul punto dai giudici, che accertamento di fatto non sindacabile in questa sede se, come nel la specie.finestre sorrette da argomentazione logica e coerente.finestre
Le considerazioni svolte sulla funzione delle inferriate sono peraltro inidonee a scalfire il ragionamento seguito dalla Corte milanese, in quanto obiettivamente tali strumenti sono stati ritenuti inidonei all'affaccio e quindi alla configurazione della veduta in senso tecnico - giuridico.finestre
È inesatto sostenere che il giudice non possa disattendere le conclusioni del CTU senza disporre una ulteriore consulenza; il provvedimento al riguardo rientra nel potere discrezionale del giudice stesso che, ove disponga di elementi istruttori e di cognizioni proprie, integrati da presunzioni e da nozioni di comune esperienza sufficienti a dar conto della decisione adottata, può essere censurato solo ove la soluzione scelta non risulti sufficientemente motivata (cfr. Cass. 21.7.1995, n. 7964). Nel caso che ne occupa la facilità dell'accertamento rientra certo nei canoni di comune esperienza e dà conto del convincimento raggiunto; ne consegue che il vizio di motivazione non sussiste. Quanto alla finestra del primo piano, è anch'essa munita di inferriata, come dalle fotografie in atti; e tanto appare sufficiente a dar conto della decisione adottata.finestre
In base alle considerazioni che precedono, il quinto ed il sesto motivo di ricorso non possono essere accolti, tanto comporta che ogni questione in terna (il usucapione risulta assorbita, non essendo configurabile tale titolo di acquisto a titolo originario relativamente a luci, seppure irregolari; ne consegue l'assorbimento dei motivi da uno a cinque del ricorso.finestre
Il settimo motivo, afferente alla mancata condanna al risarcimento dei danni, risulta assorbito dall'esito complessivo della controversia.finestre
Il ricorso va pertanto respinto; le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.finestre
La Corte respinge il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese che liquida in L. 226.100 (euro 116.77) oltre a L. 3.000.000 (euro 1549.37) per onorari.
Così deciso in Roma, il 19 ottobre 2001.finestre
Depositato in Cancelleria il 4 gennaio 2002
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